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Anello delle Balconate

Un anello perfetto per gli amanti della fotografia
Un dettaglio della tabella panoramica sulla poderale tra Sommarese e il Col de Joux
Un dettaglio della tabella panoramica sulla poderale tra Sommarese e il Col de Joux
L’atmosfera:
Anello panoramicissimo caratterizzato da lunghi tratti di balconate che consentono di osservare gran parte delle montagne valdostane. Il percorso “sfora” nel territorio nel Comune di Saint-Vincent con notevoli spunti di interesse (chiesa di San Grato) e anche a tema storico (il vecchio albergo dove fu fatto prigioniero Primo Levi). L’anello tocca il punto più alto a circa 1610 metri al Col de Joux ai piedi delle piste che in futuro saranno trasformate in un bike-park. L’incontro con i villaggi di Grand Rhun, Amay, Sommarese e Chassan arricchiscono il percorso col fascino del silenzio che avvolge i luoghi dal respiro antico. Il dislivello di 510 metri colloca l’anello alla portata di escursionisti mediamente allenati, esigenti, e dal palato raffinato.
 
Consigliamo di lasciare l’automobile al parcheggio di Eresaz di fronte alla Locanda Le Milieu (già nota come Meite Celestin) a quota 1180. Per raggiungere la partenza dell’escursione, si percorre per 80 metri in salita la strada regionale 7 e, dopo la curva a destra, si trovano i segnavia sulla sinistra (foto 01) che indicano il sentiero 8 che coincide con una parte del Cammino Balteo (o Bassa Via della Valle d’Aosta) evidenziato dal 3 nel triangolo col vertice in basso. 
Il sentiero discende dolcemente per circa 10 minuti poi va in piano per poco prima di cominciare a salire decisamente su una balconata che consente di spaziare con lo sguardo su un panorama sontuoso di cime dal Bianco, al Rutor, all’Emilius, a tutto il Parco del Monte Avic, oltre che, ovviamente sulla valle centrale. Un breve tratto è anche protetto da una staccionata ma comunque non è mai bene distrarsi su questi affacci. 
Si sale per circa 15 minuti e poi segue un tratto pianeggiante che anticipa l’attraversamento della regionale 33. Siamo a quota 1287 e abbiamo impiegato fin qua circa 45 minuti.

Si percorrono pochi metri sull’asfalto in salita e si va subito a destra seguendo il segnavia del Cammino Balteo. Dopo 40 metri porre bene attenzione perché la traccia principale va verso Sommarese (foto 02) ma noi dobbiamo deviare a sinistra nettamente con una freccia gialla sull’albero non troppo evidente. 

Possibile Variante: per accorciare l'anello è possibile prendere il sentiero di dx che in circa 60 minuti porta all'abitato di Sommarese e rientra nel percorso descritto qui.

L’ambiente cambia completamente con una dolce salita nel bosco di conifere costante con qualche strappetto fino a raggiungere la quota 1360 dove il sentiero va in piano e in leggera discesa fino a intravedere il piccolo villaggio di Grand Rhun e il vicino Petit Rhun. Il primo lo si raggiunge in leggera discesa dopo altri 45 minuti (tot 1h30’). Si passa vicino alla fontana (foto 03 e 04) e al bivio che separa il sentiero che discende a Saint-Vincent con quello che sale a Col de Joux. 
La nostra scelta è invece quella di risalire senza segnavia al piccolo villaggio di Amay che si intravede caratterizzato da un campanile che svetta. 
Dobbiamo discendere 10 metri sulla strada regionale e prendere a destra uno stradello che passa vicino ad una bella casa di pietra e legno alla nostra sinistra. 
Si prosegue per la pista d’erba da cui si vede Petit Rhun (foto 05) finché ha inizio un sentiero ben marcato senza alcun segnavia che conduce in 15 minuti al villaggio di Amay caratterizzato dalla cappella di San Grato (foto 06) non affrescata all’esterno. Nel suo interno ancora oggi si può ammirare un grande altare barocco entro cui, nei decenni passati erano incastonate numerose statue, poi purtroppo trafugate da mani ignote (quota 1459, 1h45’ tot.).

Di grande interesse, tenendo le spalle alla chiesa, si noti l’edificio storico dell’Auberge du beau sejour (foto 07), ancora testimone della cattura di Primo Levi quando lui era qui nascosto assieme ad altri partigiani. Tutto avvenne nella notte del 13 dicembre 1943 a causa di un collaborazionista che svelò il nascondiglio. Per Primo Levi questo fu l’inizio della “notte senza fine in quella spettrale alba di neve”. Fu prima portato al campo di Fossoli e successivamente ad Auschwitz. Insieme a Primo Levi furono arrestate Vanda Maestro e Luciana Nissim. La prima morirà nel lager, la seconda riuscirà a tornare.

Il nostro cammino riprende deviando a destra fino a raggiungere la provinciale dove notiamo il cartello che indica l’inizio dell’abitato di Amay (Foto 08) con sullo sfondo l’inconfondibile profilo del monte Zerbion. Ignoriamo il paese, attraversiamo la regionale e, risalendo per 10 metri intercettiamo il segnavia 2 che conduce al Col de Joux che però non raggiungeremo mai, restando appena sotto al colle che porta a Brusson. 

Ultimo significativo strappo di 20 minuti, impreziosito da un gran panorama (foto 09) per raggiungere nuovamente la regionale 33. 
Si percorrono 250 metri sulla strada verso il Col de Joux fino a deviare a destra seguendo le indicazioni per il ristorante Petit Hotel Etoile de Neige
Siamo a quota 1609 a circa 2h15’ dalla partenza in località Pallud, caratterizzata da un laghetto (foto 10), da un familiare comprensorio sciistico (seggiovia e skilift), spazio bimbi, e il locale con terrazza, di cui sopra, molto caratteristico soprattutto all’interno con dei curiosi angoli simili a scompartimenti della Transiberiana destinati al consumo dei pasti.
Questo comprensorio di proprietà del Comune di Saint-Vincent è oggetto di un progetto che lo trasformerà in un avvenieristico bike-park.

Si riparte e si affronta il tratto che, in tre chilometri, ci riporta nel territorio comunale di Emarèse in direzione Sommarese. Si affronta subito una salita di 50 metri in direzione sud fino a raggiungere il segnavia 107 (Grande Balconata del Cervino) dove il terreno si fa pianeggiante e nuovamente panoramico su una poderale che dolcemente si dipana su un nuovo balcone (foto 11) caratterizzato da ben due tabelle illustrative delle montagne che non possono essere ignorate. 
 Si raggiunge il luogo della meditazione di papa Giovanni Paolo II, che si è fermato qui nel luglio 2001 (foto 12), e si discende dolcemente verso Sommarese. 
Si intravede la cappella di San Giacomo Maggiore (foto 13 e 14) e lì scende lasciando la poderale col segnavia 1 a destra passando davanti la chiesa, ad un bel rascard e la fontana fino ad intercettare la strada regionale. 

Da non dimenticare che, 150 metri a sinistra, vi è la storica e familiare locanda “Lo Saros” bar alimentari e genuina ristorazione, il posto ideale per rifocillarsi. 
Abbiamo impiegato circa 45 minuti dalle piste di sci. Riprendiamo il cammino a quota 1530 lasciandoci un rascard sulla sinistra ad inizio sentiero e scendiamo subito sui prati sottostanti Sommarese col segnavia 1 che ci porta ad attraversare una prima volta la canalizzazione e poi, dopo aver deviato nettamente a destra, una seconda volta. 
Qui i segnavia sono rari ma intuitivamente si scende verso una casupola diroccata che si tiene a sinistra e una cabina elettrica sulla destra. 

Un'altra nota storica: qui aveva termine la vecchia pista da sci di Sommarese, creata dalla S.I.T.E. (Società per l'Incremento Turistico di Emarese) attiva negli ultimi 20 anni del secolo scorso che tanti rimpianti suscita nel piccolo centro abitato. Un piccolo impianto fortemente voluto, che ha portato ad un grande sviluppo del Comune di Emarese, ma che alla fine si è scontrato col riscaldamento globale e le ormai scarse precipitazioni nevose.

Ora la traccia di discesa è più marcata, trattasi di una pista che fa dei tornanti, passa per un bacino e annessa piccola centrale elettrica sfiorando una piccola edicola. 
Si intravedono le prime case del villaggio di Chassan (1340 m) e la pista le raggiunge con altri tornanti (25 minuti da Sommarese). 
Si attraversa il piccolo villaggio passando a fianco della cappella di San Giovanni Battista (foto 15) fino a raggiungere la penultima casa della piccola frazione dove si piega nettamente a sinistra (segnavia). 

Si incontra un’altra piccola edicola. Il percorso è evidente e discende fra due filari di alberi fino ad avvicinarsi alla strada incontrando una terza edicola poco più grande delle precedenti. 
Si attraversa la S.R. 7 due volte passando vicino ad un'altra vasca per la raccolta dell'acqua e ormai si è in vista delle prime case di Eresaz (quota 1180) che si raggiungono esattamente nel punto in cui si è partiti per l’anello nei pressi di una quarta edicola (da Chassan 20 minuti). 
Tempo totale anello 3h45’.

Testo di Carlo Coronati
Foto di Giulia Ceci e Carlo Coronati
Traccia GPX di Giulia Ceci

Posizione e contatti

Name Description
Title Anello delle Balconate
Start Point Prima curva sopra l'abitato di Eresaz
End Point Prima curva sopra l'abitato di Eresaz
Length 10,1 km
Time travel 3h45'
Degree of difficulty E (Escursionistico)
difference in height 517 D+
Recommended period da aprile a novembre - in inverno possibili tratti innevati
Features Anello su antiche mulattiere parzialmente boscose con tratti estremamente panoramici
Modalità di accesso
Parcheggio e punto di partenza ed arrivo raggiungibili in auto. L'itinerario incrocia la strada asfaltata più volte, a Ravet, a Grand Rhun, al Col de Joux e a Sommarese.

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